ArtePadova 2007
LA PITTURA ANALITICA. IERI E OGGI
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ArteGenova 2008
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LA PITTURA ANALITICA. IERI E OGGI
CURATORE: GIORGIO BONOMI





Claudio olivieri - A Canossa - olio su tela - 2002 La Pittura Analitica – definita anche in molti altri modi, ma soprattutto Pittura Pittura – nata e sviluppatasi dagli anni Settanta, grazie a critici quali Filiberto Menna, Italo Mussa e, in Germania, Klaus Honnef, sta vivendo oggi un eccellente momento di successo, visto il numero di mostre, personali e collettive, dei protagonisti della tendenza e il loro andamento sul mercato dell’arte contemporanea.
Qui, in occasione della Fiera dell’Arte di Genova, vogliamo offrire al visitatore una campionatura dei principali autori della tendenza, certo non esaustiva ma sufficiente a cogliere il valore delle loro opere di ieri e di oggi.
La duplice denominazione, sopra riportata, risponde non solo alle convinzioni teoriche di chi le formulò ma anche ad un diverso “tono” della pittura degli artisti di cui parliamo. Pino Pinelli - Pittura R - tecnica mista - 2005 Gli artisti cui si applica con maggiore proprietà la dizione “Pittura Analitica”, qui Cacciola, Griffa, Pinelli, il primo Verna, Zappettini, sono quelli che furono più sensibili alle filosofie allora di grande successo, lo Strutturalismo e l’Operazionismo.
Il primo voleva analizzare le “strutture” dei linguaggi (verbali, visivi, musicali, ecc.) nelle sue forme elementari e in quelle più complesse; il secondo, a sua volta, si basava sull’assunto che un concetto si definisce con le operazioni stesse che servono per definirlo. Claudio Verna - Noir animal - acrilico su tela - 2006 Da qui l’uso degli elementi primi della pittura: tela e telaio, segno e colore, questo ultimo per lo più monocromo e la convinzione che la pittura consistesse nelle operazioni con cui si effettuava, senza altri significati, più o meno simbolici.
Invece gli artisti quali Olivieri, Verna, Cacciola nelle opere più recenti, restano , salvo alcuni momenti, più legati al gusto e al piacere della pittura del “fare pittura”, dopo tanta freddezza concettuale e fare arte con altri mezzi.
Giorgio Griffa - Orizzontale - acrilico su tela - 1973 In questi il colore e, per alcuni versi, la composizione, sebbene non rappresentativa, restano preponderanti e, di fronte alla “rigidità” dell’analisi, conservano il gusto dell’emozione, per cui luce, colore, complessità sinfonica dell’opera sono preponderanti rispetto alla “semplicità” del segno minimo, del monocromo, della “rottura” del quadro che si presenta solo con la tela o “disseminato” in frammenti sulla parete.
Enzo Cacciola - Senza titolo 507 - multigum su tela e ferro - 2006 Certamente in più di trenta anni, gli artisti che presentiamo hanno sviluppato il loro lavoro, anche con cambiamenti sensibili, tuttavia il rigore dello sviluppo ha conservato, in ciascuno, la cifra della loro pratica e delle loro convinzioni teorico-poetiche: ci sembra che, in questa mostra, l’esemplarità degli artisti e delle opere, di ieri e di oggi, sia – concedendoci un piccolo gioco linguistico – esemplare.
Gianfranco Zappettini - La trama e l'ordito - resine e acrilico su tela - 2006